Secondo le Terapie complementari i sintomi sono una mancanza di armonia di corpo-mente-spirito, quando un disturbo o una malattia si manifestano è perché il nostro corpo e la nostra psiche non hanno altro mezzo per poterci far comprendere e rivalutare alcune scelte che stiamo facendo, che abbiamo fatto, o portare in evidenza situazioni che stiamo subendo senza far nulla per cambiarle. Le terapie olistiche leggono nei messaggi dell’anima un’opportunità di crescita interiore indirizzando la nostra attenzione in quell’area dell’ esistenza che andrebbe migliorata e spesso anche radicalmente cambiata. Queste domande aiutano a trovare dei messaggi nascosti nei dolori fisici e nei disturbi più comuni: ponetevi le seguenti domande per l’area in cui avete dolore o malattia e siate sinceri nelle risposte, possono aiutarvi a capire molte cose di voi stessi:
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5 set 2013
17 nov 2011
Fisiologia della psiche
La psicologia Junghiana in particolare, la psicologia transpersonale, ma anche la psicologia dei bisogni umani del dott. R. Benini, la psicosintesi di R.Assagioli, la filosofia esoterica, le filosofie orientali taoiste e vediche, hanno contribuito tutte allo sviluppo di una concezione bio-psico-spirituale dell’essere umano con particolare riferimento al rapporto mente-corpo-spirito, esse attraverso tecniche diverse convergono a un comune denominatore: riconoscono l’unicità inscindibile della persona; inoltre ciascuno di noi cresce ed evolve continuamente e questo punto di vista serve a ridare significato e valore alla vita a decidere chiaramente chi si è e cosa si vuole. Per meglio comprendere come le emozioni, i pensieri, i desideri o la sola immaginazione influiscano sul nostro corpo possiamo utilizzare la stella delle funzioni, ciò che lo psichiatra Roberto Assagioli definisce fisiologia della psiche.
La stella delle funzioni Assagioliana è una stella simbolica a sei punte con l’IO al centro, il quale regola le sei funzioni psicologiche, l’azione dell’IO personale si esplica su emozioni, sensazioni, impulsi, immaginazioni, pensieri ed intuizioni conosciute come funzioni, sostenendole ed equilibrandole senza reprimerne nessuna e attraverso la volontà esse possono essere usate in modo armonico per costruire creativamente il proprio futuro personale e di relazione, contribuire alla propria crescita ed evoluzione. Naturalmente l’obiettivo dell’essere umano è quello di avere una stella più armonica possibile, anche se non è così facile avere un armonia sempre perfetta, spesso gli squilibri delle sei funzioni psichiche possono portare a disagi e nei casi più gravi a malattie.
16 ott 2011
Il corpo e lo spirito non sono entità separate
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| dipinto di K.Bolyen Tosovic |
1.l’inseparabilità del corpo dalla psiche e il loro vicendevole condizionamento. 2. la scoperta del fatto che tutte le manifestazioni psichiche della vita dell’uomo dipendono da un’adeguata energia psichica e questa energia psichica dipende dal funzionamento del corpo. 3. la scoperta del simbolismo: ogni organo infatti possiede, oltre a un preciso ruolo funzionale-biologico, anche un ruolo simbolico. Franz Gabriel Alexander sostenne che il blocco della normale scarica pulsionale sfocia in conseguenze patologiche che investono il corpo e la mente e quindi questo scarico può andare a focalizzarsi sul corpo con una malattia
10 ott 2011
Autodifesa psichica
Esistono i vampiri? Come nel famoso romanzo di Bram Stoker esistono dei Dracula in grado di nutrirsi dell’energia vitale di altre persone. Ma chi sono e come riconoscerli? E in che modo possono insinuarsi nella nostra vita destabilizzandoci o nel peggiore dei casi traumatizzarci?
Ci sono due categorie di vampiri: i vampiri di energia pranica e i vampiri psico-affettivi entrambi si nutrono dell’energia vitale delle loro sfortunate vittime ma mentre i primi sono facilmente individuabili e neutralizzabili i secondi si insinuano molto più subdolamente nella vita delle loro prede mirando ad infettarle e intossicarle psichicamente attraverso una relazione affettiva manipolatoria
16 apr 2011
I disturbi dell’umore
Gli esperti la definiscono epidemia silenziosa, sono i disturbi del tono dell’umore o dell’affettività che comprendono un gruppo di patologie tremendamente invalidanti e recidivanti tra le quali le più diffusa è la depressione. Secondo i dati rivelati dall’OMS- organizzazione mondiale della sanità, questa patologia sarà tra 20 anni la più diffusa nel mondo. A tutt’oggi sono circa 60 milioni in Europa le persone colpite dalla malattia mentre in Italia ne soffre il 15% della popolazione ma soltanto l’8% ne è o ne diviene consapevole e accetta di curarsi, la restante percentuale invece da per scontato il proprio stato ansioso o depressivo senza cercare aiuto. La complicanza più grave della depressione è rappresentata dalle 24 feb 2011
Conosciamo noi stessi?
Conosciamo noi stessi e chi siamo veramente? Riusciamo ad essere sempre autentici?
Tutti noi in qualche modo dobbiamo ad un certo punto confrontarci con ciò che gli altri si aspettano da noi. Già dall’infanzia ci vengono insegnate le cose che dobbiamo o che non dobbiamo fare, le forme di comportamento che possono essere accettate e quelle inaccettabili, le parole che possiamo usare oppure quando dobbiamo tacere ecc. Le figure e l’esempio dei nostri genitori sono particolarmente importanti, non solo per le ricompense o le punizioni di cui si servono per convincerci a fare ciò che vogliono farci fare, ma anche per le pratiche adottate e l’atteggiamento con cui esse ci vengono somministrate. Le punizioni, spesso anche corporali, i sensi di colpa, i ricatti morali e le ricompense hanno una tale influenza sul nostro sviluppo emotivo che una volta appresi, questi modelli, non verranno mai cambiati né messi in discussione. Questo meccanismo ci induce a pensare che noi abbiamo bisogno delle cose che gli altri vogliono farci fare, con il risultato che cominciamo a confondere i nostri bisogni col dover soddisfare i desideri degli altri.
21 feb 2011
Tutte le maschere della paura
La paura determina il nostro comportamento e il nostro modo di agire ne è la diretta conseguenza. Nella penombra una corda può sembrare un spaventoso serpente, fino all’attimo in cui non troviamo il coraggio di guardare da vicino e allora ci rendiamo conto che non è altro che una corda. Se esaminiamo questa caratteristica dell’atteggiamento umano possiamo notare che la paura, nella maggior parte dei casi, non è altro che una proiezione della nostra immaginazione. E’ proprio della natura umana cercare di essere rassicurati quando temiamo avvenimenti spiacevoli e cercare di esternare questi timori con amici, familiari e terapeuti, aspettandosi parole di conforto e comprensione che ci aiutino a trovare il coraggio di affrontare il fantasma della paura. Ma nessun amico, familiare o terapeuta potrà fare il lavoro per noi stessi. E’ importante invece entrare in conversazione amichevole con sé stessi e ammettere -si ho paura-. Perché ho paura? E che volto ha questa paura? Il ricercatore psicologo e psicoterapeuta Roberto Benini, le cui letture e conferenze hanno influenzato maggiormente il mio pensiero, le ha individuate in ordine di apparizione e comprendono: la gelosia, l’invidia, il senso di colpa, fino alla più terribile e devastante angoscia, che può spedire come conseguenza della sua sopportazione nell’abisso delle malattie psichiche e somatiche.
Non dimentichiamo che la paura è un segnale primordiale dell’essere umano, noi abbiamo paura quando ci sentiamo minacciati nel nostro bisogno di sicurezza sia essa fisica, emotiva o materiale, ma è bene ricordarsi che niente e nessuno ha potere su di noi, a meno che non glielo abbiamo dato noi stessi.
25 gen 2011
IL Potere della Mente
"Pensare è creare. Ciò può essere espresso così: Tu sei come pensi nel tuo cuore. Fermati e medita su questo, affinché si fissi saldamente nella tua mente.
Quando tu sai come pensare puoi creare a volontà qualunque cosa tu voglia: una nuova personalità, un nuovo ambiente, un nuovo mondo." Conte di Saint Germain
Sebbene la nostra natura umana sia comprensibilmente legata alla materialità,
alle cose che vediamo e tocchiamo, possiamo soffermarci un attimo a evidenziare che un’altra delle nostre caratteristiche è quella di pensare in continuazione, ogni essere umano è un essere pensante e vive in un mondo di propria cosciente creazione. La nostra mente fin dalla nascita subisce un bombardamento di informazioni allo scopo “educativo”, le quali provengono da fonti molto potenti, come i genitori, la scuola, l’ambiente sociale, la religione e che creano degli schemi intorno al nostro cervello che si chiamano condizionamenti. Pensare: – non ce la farò mai, non merito …, non sono capace…, cioè pensieri auto limitanti e di auto svalutazione creeranno esattamente quella situazione.Tanti autorevoli professionisti della mente umana hanno spiegato empiricamente come il pensiero positivo rinforzi la struttura biologica del corpo e rinforzi gli anticorpi, mentre al contrario, pensieri angosciosi e tristi la indeboliscano fino a sfociare nei casi più gravi in malattia. L’odio, l’invidia e l’augurare il male in
alle cose che vediamo e tocchiamo, possiamo soffermarci un attimo a evidenziare che un’altra delle nostre caratteristiche è quella di pensare in continuazione, ogni essere umano è un essere pensante e vive in un mondo di propria cosciente creazione. La nostra mente fin dalla nascita subisce un bombardamento di informazioni allo scopo “educativo”, le quali provengono da fonti molto potenti, come i genitori, la scuola, l’ambiente sociale, la religione e che creano degli schemi intorno al nostro cervello che si chiamano condizionamenti. Pensare: – non ce la farò mai, non merito …, non sono capace…, cioè pensieri auto limitanti e di auto svalutazione creeranno esattamente quella situazione.Tanti autorevoli professionisti della mente umana hanno spiegato empiricamente come il pensiero positivo rinforzi la struttura biologica del corpo e rinforzi gli anticorpi, mentre al contrario, pensieri angosciosi e tristi la indeboliscano fino a sfociare nei casi più gravi in malattia. L’odio, l’invidia e l’augurare il male in9 gen 2011
Emozioni: siamo sempre in grado di riconoscerle?
Il dott. Roberto Benini psicologo e psicoterapeuta del Centro studi analisi psicologiche e sociologiche applicate di Bologna, descrive molto chiaramente nei suoi saggi le emozioni e le definisce segnalatori dei bisogni. Il nostro corpo e la nostra mente sono molto saggi tentano di inviarci dei messaggi per orientare la nostra esistenza nel modo più spontaneo possibile. La paura, la rabbia, l’aggressività, sono solo alcune emozioni primordiali che suscitano i bisogni inascoltati.
Abbiamo tutti dei bisogni, che seguono una gerarchia ben precisa, ad iniziare da quelli primari e prioritari di sicurezza a quelli d’identità e di auto realizzazione ma non sempre ne abbiamo una chiara consapevolezza, di conseguenza non siamo nemmeno in grado di fornire loro una risposta adeguata.
La nostra società, ma direi anche la nostra cultura ci insegna a non tenere conto delle emozioni le quali vengono considerate come qualcosa da cui fuggire o di cui vergognarsi, ci educa cioè alla sordità emotiva più assoluta potenziando e privilegiando invece lo sviluppo della mente razionale.
Possiamo sviluppare un intelligenza razionale superiore ma spesso non siamo in grado di gestire né di riconoscere la parte emotiva, perciò nascono le difficoltà nella vita affettiva, nell’espressione, nella comunicazione fino ad arrivare a provocarci, nei casi più gravi, dei disturbi fisiologici.”
Con gentile autorizzazione dell'autore:
Dott. Roberto Benini psicologo e psicoterapeuta www.psicologiadeibisogniumani.it
*L'uomo dei bisogni-II da EMOZIONI E LUTTO Dott. Roberto Benini - Pendragon Edizioni*
23 dic 2010
Il disagio emotivo puo fare ammalare il corpo?
Alcuni cenni su come funziona il nostro Sistema Nervoso Vegetativo o Autonomo, potrà far riflettere su quello che tutti chiamiamo comunemente stress. Spesso usiamo questo termine per nascondere una profonda sofferenza emotiva e aggiriamo così un problema, piuttosto che lavorare su noi stessi per risolverlo.Il Sistema Nervoso Vegetativo regola tutte quelle funzioni fisiologiche che non dipendono dalla nostra volontà
22 dic 2010
Ricordare i sogni per comprendere la nostra parte più profonda
Per iniziare a ricordare i sogni è necessario usare un blocco o un quaderno, sempre lo stesso, annotando al risveglio ciò che si riesce a rammentare; razionalmente il contenuto potrebbe non avere alcun senso ma annotatelo ugalmente così come le sensazioni che vi ha lasciato, con l'allenamento il ricordo si potenzia. E' importante anche tenere in considerazione se al momento del sogno esistano condizioni disturbanti come ad esempio una fonte di rumore o di luce, avere sete o fame oppure avere la vescica piena.
Spesso il sogno è il mezzo usato dalla nostra parte più profonda per comunicarci un messaggio attraverso: luoghi, oggetti, colori o simboli arcaici come il fuoco, l'acqua, la neve e molto spesso in quel messaggio si cela un bisogno o può essere un segnale ad un disagio emotivo vissuto al momento del sogno.
21 dic 2010
I sogni: a cosa servono, come ricordarli e perché?
L'essere umano passa un terzo della propria vita dormendo, anche se su questo fenomeno tanto vi è ancora da chiarire alcuni dati possono essere spiegati, ad esempio che il nostro comportamento è segnato da un ritmo circadiano (sonno/veglia) e che la privazione di sonno compromette la vigilanza e l'efficenza della persona. Il sonno si divide in due fasi: sonno NON REM a onda lenta o sonno profondo e sonno REM. Nel corso di una notte noi attraversiamo 4 o 5 cicli di sonno NON REM - REM (rapid eye movement) cioè caratterizzato dal rapido movimento degli occhi, quest'ultimo costituisce il 20% del nostro sonno ed è durante questa fase che si manifestano i sogni. Tutti quanti hanno un' attività onirica ma non tutte le persone ricordano i sogni, anche se chi ci riesce in genere ne ricorda solo una minima parte. Tuttavia alcuni di noi non ne ricordano nemmeno il più piccolo frammento e
20 dic 2010
L'Apparato psichico
Al fine di una più chiara comprensione delle tecniche naturali in cui termini come benessere psicofisico, Io , Ego, Sé sono spesso menzionati, meglio fare una precisazione sull'Apparato Psichico: ovvero l'insieme di quelle funzioni cerebrali, emotive, affettive, relazionali, di apprendimento e di ricordi mediante le quali un individuo ha coscienza di sé e che secondo la teoria freudiana viene distinto in tre livelli: Io/Ego, Es, Superio.
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