Il nostro corpo ci invia dei segnali attraverso dei sintomi e poiché tutti gli esseri umani hanno dei sintomi , come afferma il dr. R. Dhalke, la loro lingua è la più parlata al mondo. Anche se tutti quanti conosciamo questo linguaggio soltanto in pochi siamo consapevolmente in grado di capirlo. Siamo educati, e lo facciamo tutti frequentemente, a cercare di spegnere il sintomo nel più breve tempo possibile e considerare il disturbo come un inconveniente fastidioso da poter dimenticare al più presto. Così facendo dimentichiamo anche che l’essere umano è un insieme di corpo mente spirito e i segnali o sintomi sono l’unico mezzo che possiede per farci capire che qualcosa non và, così come si accendono le spie della nostra auto quando manca l’olio o il carburante, quando si genera un sintomo vuol dire che si è rotto un equilibrio fisiologico, psicologico, sociale o spirituale e spegnerlo senza affrontarlo e addirittura negarlo farà si che dopo qualche tempo esso si ripresenti con un tono più importante o scelga un’altra via colpendo altri organi. R. Dhalke insegna che sono necessarie quattro domande di base per aiutarci a decifrare il messaggio dei sintomi: 1) Da dove viene il sintomo e quale é la sua base funzionale? 2) Su quale base materiale si muove la malattia e che cosa ci rivela l’organo colpito? 3) In quale ambito si estende il sintomo? 4) A cosa tende il sintomo e dove vuole portarci o cosa ci impedisce di fare?
Qui di seguito alcune correlazioni somatopsichiche per apparato:








